lunedì , 17 Dic 2018
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È nato Diccà Uaua … Un po’ d’acqua e tante caramelle

È proprio vero – come recita un vecchio adagio – che il momento buono giunge quando meno te l’aspetti. Erano tanti anni che desideravo aprire uno spazio web, dove parlare d’autismo; ma un po’ per il poco tempo, e soprattutto – lo ammetto – per l’atavica pigrizia che mi attanaglia, non ero mai riuscito a realizzare questa malcelata ambizione.

Addirittura nel 2010 giunsi ad acquistare un dominio, con l’obiettivo di provare a costruire una community formata da genitori e familiari di persone con autismo. Anche quel tentativo finì nel nulla, e sul dominio acquistato rimase tristemente esposta la più nota – e frequentemente consultata – delle pagine web: quella che dice semplicemente “under construction”.

Una formula magica … e il gioco è fatto

Come dicevo – e mi si perdoni il gioco di parole – in questo caso tutto è nato per caso. Fino a pochi giorni fa, nulla faceva presagire che avrei finalmente dato luogo a questo “disegno primordiale”. La molla, improvvisa e inesorabile, è scattata quando dalla mia memoria è riemerso il suono delle due parole che danno nome a questo spazio: “Diccà” e “Uaua”.

Già! le paroline – forse le prime – che mio figlio pronunciava, con pervicace insistenza, a poco più di un anno d’età. Parole che suonavano dolci e misteriose, come tutti i vocalizzi degli infanti, quando cominciano a prendere confidenza con il suono delle loro stesse parole.

Fu la mamma, come sempre avviene, a comprendere per prima il significato di questi vocalizzi, che nulla di misterioso nascondevano, e che semplicemente indicavano i due alimenti che a quell’età esprimono necessità il primo, e piacere il secondo: acqua e caramelle.

Nel nostro caso – purtroppo – quelle rimasero le prime, e per molto tempo “le uniche”, parole pronunciate dal piccolo. Non sapevamo ancora nulla del suo autismo, ma già cominciavamo ad osservare, quello che poi avremmo scoperto essere un fenomeno molto diffuso nell’autismo infantile: l’arresto dello sviluppo cognitivo che avviene verso i 18 mesi d’età.

Il forte impatto emotivo, dato dal riemergere alla memoria di questa “formula magica”, ha scatenato in me un istinto compulsivo: dovevo dare immediatamente forma viva a ciò che già era in me, e spingeva forte per venire alla luce.

Così è nato questo blog personale, che non poteva avere altro nome se non diccauaua.it.

Ciò che cercherò di fare

In questo spazio mi piacerebbe parlare d’autismo solo in via derivata. Non quindi come problema da affrontare, ma come occasione di vita. Non fraintendete però queste parole, non ho nessuna intenzione di osannare l’autismo, che è, e sempre rimarrà, una grave patologia fonte di disabilità – e di grosse sofferenze – per chi ne è affetto e per i suoi familiari. Quello che invece voglio esaltare, semmai, è il bene, che anche nella “condizione autistica” – come in tutte le umane cose – è possibile scorgere.

In parole semplici mi piacerebbe affermare il grande valore del “pensare positivo”; solo esso può farci scorgere la bellezza che si nasconde in ogni cosa.

Credo fortemente in ciò che affermo, l’ho vissuto sulla mia stessa pelle; nello sguardo di mio figlio ho visto riflesso un mondo intero, che prima mi era ignoto.

Benvenuti a bordo di questa nave …

Proprio questo è quello che vorrei fare con questo blog, regalarvi un po’ di questo mondo che quotidianamente osservo negli occhi di mio figlio. Chiunque vorrà imbarcarsi con me in questo viaggio, sarà il benvenuto; perché il mondo visto negli occhi dei nostri figli autistici  è un mondo vero, che tutti siamo desiderosi di esplorare.

About Pietro Basile

Nato a Catania nel 1969, abita a Roma dal 2005, ed è padre di un ragazzo autistico. E' l'ideatore e il curatore di DiccaUaua.it.
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